Presentazione

Francia: Metà secolo XVIII

Allorché nel Gevaudan (oggi Lozere, sub regione montuosa e boschiva sita nella parte settentrionale della Linguadoca) nel 1765 vi era un lupo di notevoli dimensioni, “bête du Geveudan”, che arrecava terrore e morte alla popolazione di cervi, fino a rischiarne l’estinzione, e all’uomo provocandone 14 vittime, Luigi XV, delfino di Francia, incaricò il suo porta archibugio (capo-caccia) Chevalier Anthoin di debellare tale flagello.

Allora il capo-caccia del re, riferisce il naturalista Brehm, portò con se dei cani degli Abruzzi i quali lo aiutarono a riportare vittoria.

Nel “Tratè Pratique du Chein” di A. Gobin, famoso allevatore di segugi e vero esperto di cani, è riportato: “sous Louis XV le Venerie Royale fut, en grande partie, composèe des chiens-loups des Abruzzes ou matins de Sicile”.

I francesi sono stati e sono tuttora grandi selezionatori e allevatori di cani da caccia da seguita per piccola e grossa selvaggina (chiens d’ordre) compreso il lupo. Nonostante ciò il nostro cane Mastino Abruzzese pur non essendo esplicitamente un cane da caccia, nell’ultimo periodo di reggenza di Luigi XV, riuscì a conquistare la corte di Versailles e ad eclissare persino i famosi segugi francesi discendenti dai cani grigi di Saint-Louis.

USA: Seconda metà del XX secolo

Negli Stati Uniti d’America, durante gli ultimi anni, si è sviluppato l’allevamento ovino principalmente per la produzione della lana e della carne; un’allevamento facilitato dalla grossa disponibilità di spazi per il pascolo brado.

Questo tipo di allevamento iniziò a svilupparsi all’inizio del XX secolo ad opera dei contadini, suscitando le reazioni degli allevatori di bovini che con metodi anche cruenti, talvolta assoldando banditi, compivano stragi di pecore, arrivando persino a trucidare gli stessi contadini, per impedire tale attività.
L’intervento del governo con una campagna persuasiva permise la convivenza pacifica dei due tipi di allevamento (ovino e bovino).

Dopo il secondo conflitto mondiale per una maggiore richiesta di lana l’allevamento ovino cominciò ad estendersi coinvolgendo quasi tutti gli stati confederali.
In questo frangente però, comparve un’altra insidia ad ostacolarla: i predatori.

I coyote e altri predatori, infatti, dominavano incontrastati le praterie americane e nessuno dei Bobtail impiegati si era dimostrato adeguato a difendere le greggi.

Ogni anno gli allevatori di ovini statunitensi subivano danni per circa l’ 8% dei capi di bestiame, (in maggioranza agnelli), per un valore di oltre 50 milioni di dollari.
Così nel 1976 l’Hampshire College del Massachussetts, ad opera dei coniugi Coppingeti, iniziò il “Progetto Cani da Bestiame”.

Furono importati cani guardiani di greggi (mastini) dall’Europa e dall’Asia Minore: Cane da Montagna dei Pirenei, Komandor, Kuvasz, Char- Planinatz, Akabash, e gli italo-franco-austroungarici Maremmani, occasionalmente chiamati Maremmano-Abruzzesi, allevati sotto l’egida dell’E.N.C.I., dagli specialisti allevatori del centro-nord Italia.

I risultati furono scarsi in quanto solo i Char-Planinatz diedero in questa prima sperimentazione dei risultati accettabili.
Riguardo ai cani dell’E.N.C.I. un contadino texano ebbe a dire: “non bastava ricevere i danni gratuitamente adesso li paghiamo anche!”
e a che prezzi!

Questi preziosi cani, figli di campioni selezionati, furono tutti soppressi.
In seguito il professor Raimond Coppinger fu indirizzato in una zona dell’Italia Meridionale denominata Abruzzo dove l’acrocoro montuoso è caratterizzato dai monti più alti dell’Appennino ed è ancora abitato da animali selvatici come il lupo, l’orso, ecc.

Gli strani abitanti di questa terra, detti abruzzesi, per millenni hanno selezionato ed allevato insieme ad equini, bovini, suini, caprini ed ovini, un cagnaccio biancastro pare direttamente dal lupo.

Allora Coppinger, dopo un’ accurata indagine conoscitiva in Abruzzo, importò dei soggetti che stravolsero nettamente la situazione.
Le perdite di bestiame ad opera di predatori diminuì sensibilmente con un risparmio di circa 50 miliardi di lire l’anno, rendendo da passivo (catastrofico) ad utile l’allevamento ovino, salvando i contadini dal fallimento ed i coyote dal colesterolo.
I contadini che allevavano gli ovini negli USA considerano il 70% dei loro Mastini Abruzzesi dei buoni o eccellenti guardiani.
Dal successo USA alcuni soggetti sono stati introdotti in Patagonia (Argentina) e in British Columbia (Canada).

Per rassicurare gli ambientalisti animalisti, i contadini statunitensi riferiscono che i coyote, con la presenza dei nostri cani tra le pecore, si fermano brevemente e a dovuta distanza dalle greggi sussurrando nostalgicamente: “Bye bye my love” per tornare poi nelle praterie per una salutare caccia sportiva.

Norvegia: 1998

In Norvegia in seguito alla ricomparsa dell’orso, proveniente dalla Russia, ricominciarono i pericoli per gli allevamenti di ovini.
Il governo norvegese per tutelare questa attività decise quindi di importare alcuni cani da adibire alla protezione delle greggi, affidando ad un’azienda pilota due coppie di cani.
Dalla Polonia furono importati una coppia di cani dei Tatra e dall’Abruzzo, e precisamente dall’azienda ovina Gregorio Rotolo di Scanno, una coppia di Mastini Abruzzesi, tra cui una femmina gravida.

Il risultato fu negativo per i cani di Tatra e più che positivo per i nostri Mastini, a tal punto che i cuccioli furono consegnati ad altri allevatori di ovini in tutta la Norvegia a dimostrazione che ” buon sangue non mente”.