UN ESEMPIO DI COERENZA...

 

 

 

 CIRCOLO DEL PASTORE MAREMMANO - ABRUZZESE

Delegazione Abruzzo-Molise

Via Fontamara 6 OCRE (AQ)

telefono 0329/6121402

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CIRCOLO DEL PASTORE MAREMMANO-ABRUZZESE

DELEGAZIONE ABRUZZO MOLISE

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foto: Tizzone di Raniero Scimia

LA DELEGAZIONE ABRUZZO-MOLISE COSTITUISCE UN PUNTO DI COORDINAMENTO PER LA SELEZIONE E L'AFFIDAMENTO DI PASTORI MAREMMANO-ABRUZZESI CHE VENGONO MESSI A DISPOSIZIONE ,PREVIO SEMPLICE RIMBORSO SPESE, DEGLI ALLEVATORI OVINI O DI ALTRO BESTIAME PASCOLANTE ALLO STATO BRADO. E' IN CORSO UN'OPERA DI SELEZIONE MORFO-FUNZIONALE IN COLLABORAZIONE CON GLI ALLEVATORI DELL'ENTROTERRA ABRUZZESE NONCHE' DEL CENTRO SPERIMENTALE DI OVINICOLTURA DEL CORPO FORESTALE, SITO IN CASTEL DEL MONTE (AQ) CHE CI CONSENTE DI ALLEVARE CANI MORFOLOGICAMENTE CORRETTI E CARATTERIALMENTE EQUILIBRATI. SI TENDE IN PARTICOLARE A SELEZIONARE SOGGETTI CHE OLTRE AD AVERE UN FORTE ATTACCAMENTO PER GLI OVINI SIANO ANCHE LEGATI AI PROPRIETARI E QUINDI FACILMENTE GESTIBILI. L'AGGRESSIVITA' DI QUESTO CANE DEVE INFATTI MANIFESTARSI NEI CONFRONTI DI MAMMIFERI DI GROSSA TAGLIA CHE POTREBBERO COSTITUIRE UN PERICOLO PER I BENI DA LORO CUSTODITI. OVVIAMENTE SONO TOLLERATE LOTTE GERARCHICHE ALL'INTERNO DEL BRANCO ED ATTEGGIAMENTI DIFENSIVI VERSO QUALSIASI PREDATORE (ANCHE BIPEDE) CHE SI AVVICINI NELLE ORE NOTTURNE.

cane allo stazzo nella montagna di Bagno (AQ)

IL CANE DA PASTORE MAREMMANO-ABRUZZESE VERO:

-NON E' UN GIOCATTOLO MA UN FEDELE COMPAGNO,

-NON NECESSITA DELL'ASSIDUA PRESENZA DEL PROPRIETARIO MA DI UNO SPAZIO SUFFICIENTEMENTE AMPIO,

-NON HA BISOGNO DI CIBI SOFISTICATI MA DI ARIA APERTA,

-E' UN CANE ROBUSTO E POCO SOGGETTO A PATOLOGIE, MA E' ANCHE POCO "ADDESTRABILE" ED HA UN CARATTERE FORTE ED AUTOREVOLE.

QUALCUNO LO DESCRIVE COSI':

Questo cane e' come una forza della natura, come la montagna, il mare come quelle cose piu' grandi di noi che non vanno sfidate ma trattate con il dovuto rispetto. Solo proponendosi verso questo animale con la stessa ammirazione e con la stessa diligenza con la quale si affronta una scalata in montagna o una immersione nei mari, solo cosi' si puo' capire la vera bellezza di questo cane e consentire che nasca un amore indissolubile.

cuccioli di uomo con cane! :-)

PER RICHIESTE DI CUCCIOLI DA ADIBIRE AL LAVORO O ALLA GUARDIA O PER OGNI ALTRA INFORMAZIONE, CONTATTATE LA DELEGAZIONE RIVOLGENDOVI A:

 

FREDDY BARBAROSSA-0329/6121402 - 0328/6554596 BRUNO IANNELLA 0862/441603 - 0349-1025414

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foto: i cani del Centro Sperimentale S. Marco (AQ) 

Quanto segue è un volantino pubblicato come Associazione Cane da Gregge Abruzzese...

All'indirizzo: Via Fontamara 6 OCRE (AQ) sarà poi fondato un altro circolo, ancora più colorito...

Cenni storici e qualche curiosita' sul cane "pastore" o Mastino Abruzzese emigrante

Francia:  Metà secolo XVIII

 Allorché nel Gevaudan (oggi Lozere, sub regione montuosa e boschiva sita nella parte settentrionale della Linguadoca) nel 1765 vi fu un lupo di notevoli dimensioni, “bête du Geveudan”, che arrecava terrore e morte in particolare alla popolazione di cervi, fino a rischiarne l’estinzione, e all’uomo provocandone 14 vittime. Luigi XV, delfino di Francia, incaricò il suo porta archibugio (capo-caccia) Chevalier Anthoin di debellare tale flagello. Allora il capo-caccia del re, riferisce il naturalista Brehm, portò con se dei cani degli abruzzi i quali lo aiutarono a riportare vittoria.

Nel “Tratè Pratique du Chein” A. Gobin, famoso allevatore di segugi e vero esperto di cani, dice che (… ) “ sous Louis XV le Venerie Royale fut, en grande partie, composèe des chiens-loups des abruzzes ou matins de Sicile”.

I francesi sono stati e sono tuttora grandi selezionatori e allevatori di cani da caccia da seguita per piccola e grossa selvaggina  (chiens d’ordre)  compreso il lupo. Nonostante ciò il nostro cane Mastino Abruzzese, pur non essendo esplicitamente un cane da caccia, nell’ultimo periodo di reggenza di Luigi XV, riuscì a conquistare la corte di Versailles ed eclissare persino i famosi segugi francesi discendenti dai cani grigi di Saint-Louis.

 

USA: Seconda metà XX secolo (oggi)

Negli Stati Uniti d’America durante gli ultimi anni, si è sviluppato l’allevamento ovino principalmente per la produzione della lana e della carne; un’allevamento facilitato dalla grossa disponibilità di spazi per il pascolo brado. Questo tipo di allevamento iniziò a svilupparsi all’inizio di questo secolo ad opera dei contadini, suscitando le reazioni degli allevatori che con metodi anche cruenti, talvolta assoldando banditi, che compivano stragi di pecore, e avvolte trucidando i contadini stessi, per impedire tale allevamento. L’intervento del governo con una campagnia persuasiva permise la convivenza pacifica dei due tipi di allevamento (ovino e bovino). Dopo il secondo conflitto mondiale, per una maggiore richiesta di lana, l’allevamento ovino cominciò ad estendersi coinvolgendo quasi tutti gli stati confederali. In questo frangente però, comparve un’altra insidia ad ostacolarla: i predatori.

Il cinema e i mass-media sotto la pressione del governo federale o spesso spontaneamente hanno cercato di smorzare le conseguenze deleterie dovute ad errate azioni, politiche e socio economiche che potrebbero suscitare malcontento nell’opinione pubblica, con il rischio di gravi tensioni e disordine per il paese, creando personaggi simbolo: fra i tanti Rambo per attenuare i postumi della sconfitta subita in Vietnam ecc.; Perry Mason per gli errori giudiziari innumerevoli in quel periodo (da notare che allora in tutti gli stati vigeva la pena di morte); Wile E. Coyote che nei cartoni animati celebrava –a sue spese- la vittoria del cane pastore Bob (bobtaile). Questa politica ha un impatto positivo nella psiche degli utenti da smorzare eventuali tensioni. Nel caso di Wile E. Coyote precisiamo che la realtà era un tantino diversa: infatti nel cartoon, per essere più reale, Bob doveva servire le pecore a Wile E. Coyote su un vassoio d’argento condite con mostarda e Ketckup.

In realtà i coyote e gli altri predatori se correvano qualche rischio non era per i cani ma per i lauti, smodati banchetti a base di carne ovina, infatti accusavano un altissimo tasso di colestrerolo.

Gli agricoltori statunitensi proprietari di greggi subivano danni per circa l’ 8% dei capi di bestiame, (in maggioranza agnelli) l’anno, per un valore di oltre 50 milioni di dollari. Così nel 1976 l’Hampshire College del Massachussetts, ad opera dei coniugi Coppingeti, iniziò il “Progetto Cani da Bestiame”.

Furono importati cani guardiani di greggi (mastini) dall’Europa e dall’Asia Minore: Montagna dei Pirenei, Komandor, Kuvasz, Char- Planinatz, Akabash, e gli italo-franco-austoungarici (Maremmani occasionalmente chiamati anche maremmano-abruzzesi) allevati sotto l’egida dell’E.N.C.I. dagli specialisti allevatori del centro-nord Italia (compresa la Padania). I risultati furono scarsi in quanto solo i Char- Planinatz diedero in questa prima sperimentazione dei risultati accettabili. In riguardo ai cani dell’E.N.C.I. un contadino texano ebbe a dire “non bastava ricevere i danni gratuitamente adesso li paghiamo anche” (e a che prezzi!)  Questi preziosi cani figli di campioni selezionati furono tutti soppressi. In seguito il professor Raimond Coppinger fu indirizzato in una zona dell’Italia Meridionale denominata Abruzzo dove l’acrocoro montuoso è caratterizzato dai monti più alti dell’Appennino ed è ancora abitata da animali selvatici come il lupo, l’orso ecc.  ed una bestia che cerca malamente di imitare l’uomo; infatti da millenni ha selezionato ed allevato insieme ad equini, bovini, suini, caprini e ovini un cagnaccio biancastro pare direttamente dal lupo. Allora Coppinger, dopo un’ accurata indagine conoscitiva in Abruzzo. Importò dei soggetti che stravolsero nettamente l’andamento negativo della prima importazione. Le perdite di bestiame allevato ad opera di predatori diminuì sensibilmente con un risparmio di circa 50 miliardi di lire l’anno, rendendo da passivo (catastrofico) ad utile l’allevamento ovino, salvando i contadini economicamente ed i coyote dal colesterolo. I contadini che allevavano gli ovini negli USA considerano il 70% dei loro Mastini Abruzzesi dei buoni o eccellenti guardiani. Dal successo USA alcuni soggetti sono stati introdotti in Patagonia (Argentina) e in British Columbia (Canada).

Per rassicurare gli ambientalisti animalisti, i contadini statunitensi riferiscono che i coyote adesso con la presenza dei nostri cani tra le pecore, si fermano brevemente a dovuta distanza dalle greggi nostalgicamente sussurrando “Bye bye my love” tornando poi nelle praterie per una salutare caccia sportiva.

 

Norvegia : Ai giorni nostri  (1998)

In Norvegia in seguito alla ricomparsa dell’orso, proveniente dalla Russia, sono iniziati i pericoli per gli allevamenti di ovini. Quindi il governo norvegese per tutelare tale allevamento ha deciso di importare alcuni cani adibiti alla protezione delle greggi; affidando ad una azienda pilota due coppie di cani, furono importati dalla Polonia una coppia di cani dei Tatra e dall’Abruzzo e precisamente dall’azienda ovina Gregorio Rotolo di Scanno una coppia di Mastini Abruzzesi, tra cui una femmina gravida.

Il risultato fu negativo per i cani di Tatra e più che positivo per i nostri Mastini, a tal punto che i cuccioli nati, furono consegnati ad altri allevatori di ovini in tutta la Norvegia a dimostrazione che ”buon sangue non mente”.

 

    Rocco di Fiore

Chiar.mo Prof.Donato Matassino

 

 

 

                                               Chiar.mo Prof.Donato Matassino

                                                                         Presidente Del Consorzio

                                                                               Per la Sperimentazione,

                                                                                     Divulgazione ed Applicazione                                          

                                                                           Di Biotecniche Innovative

                                                       (ConSDABI).

                                                                   Azienda Casaldianni.

                                                                   82020 Circello (BN).

 

 

Prot.02/2000

 

 

Chiarissimo Professor Matassino,

 

Chiedo, a nome dell’Associazione CIRCOLO ITALIANO per il  MASTINO ABRUZZESE (CIMA) da me presieduta, di poter aderire ai progetti ed alle iniziative tecniche-scientifiche previste nel programma stabilito dal ConSDABI per la conservazione e la salvaguardia del prezioso patrimonio genetico presente nell’ecotipo di canidi denominato MASTINO ABRUZZESE.

 

         Allego, in fotocopia, l’atto costitutivo dell’associazione medesima.

 

In attesa di un suo cortese riscontro, le porgo, anche a nome del Sodalizio che ho l’onore di presiedere, distinti saluti e fervidi auguri per il conseguimento di sempre maggiori successi nelle attività davvero benemerite che l’organismo da LEI presieduto va svolgendo.

 

MANOPPELLO  06/03/2000                                                                                                                    

 

                                                                                                                               IN FEDE

                                                                                                DI FIORE Rocco

                                                                                        

 

        Presidente dell’associazione

 

Via Madonnina n°35 65024 Manoppello Tel.085/859551

C.I.M.A

                         

STATUTO del

 CIRCOLO ITALIANO per il MASTINO ABRUZZESE

 

COSTITUZIONE – SEDE – DURATA – SCOPO

Art. 1

Nel Comune di Manoppello è costituita una associazione denominata “Circolo Italiano per il Mastino Abruzzese”.

Art. 2

Il C.I.M.A. svolge la sua opera per una durata illimitata.

Art. 3

Lo scopo che si prefigge il C.I.M.A. è quello di svolgere attività dirette a tutelare, con il miglioramento e l’incremento dell’alleva-mento, il Mastino Abruzzese (nome tecnico di funzione e colore” Pequeraris Canis”) o Cane lupo degli abruzzi (nome scientifico e d’origine: Canis Lupus Italicus Familiaris Bertonensis ) oggi comunemente chiamato” Pastore Abruzzese”. Il fine è di favorirne l’impiego in ambito agro-zootecnico mantenendo inalterate le sue millenarie caratteristiche psicofisiche.

a)      Approvazione di uno “Standard di Razza”, avendo cura di sottolineare le peculiari caratteristiche, sia genetiche che morfofunzionali, che contraddistinguono la razza “Mastino Abruzzese”.

b)      Creazione di un “tatuaggio” specifico solo per la razza valevole anche per l’anagrafe canina della U.L.S.S., da applicare ai soggetti iscritti nell’apposito Libro d’Origine (Stud Book).

c)      Creazione di un Libro d’Origine (Stud Book) aperto esclusivamente a quei soggetti che abbiano una accertata origine Abruzzese e che corrispondano alle peculiari caratteristiche di razza.

d)     Il suddetto Libro d’Origine (Stud Book) è diviso in due sezioni:

I sezione: riservata ai soggetti con spiccate caratteristiche razziali e con qualità psichiche e funzionali, di razza, integre.           

II sezione: riservata ai soggetti con lievi difetti non squalificanti e con qualità psichiche e funzionali, di razza, integre.             

e)      Censimento e riconoscimento, ai fini dell’inserimento nel suddetto Libro d’Origine (Stud Book) delle fattrici e degli stalloni di accertata origine Abruzzese presenti su tutto il territorio nazionale ed estero.

f)       Lo stesso Libro d’Origine (Stud Book) andrà chiuso in tempi accettabili, che comunque saranno indicati precedentemente. Dopo la chiusura del Libro d’Origine  solo per motivi straordinari o per inserire soggetti veramente eccezionali potrebbe essere riaperto.

g)      Creazione di un Certificato Genealogico (Pedigree).

h)      Istituzione di prove attitudinali come creazione di un libro delle fattrici e degli stalloni, per l’iscrizione al quale, oltre che essere iscritti al Libro d’Origine (Stud Book) in I e II sezione è obbligatorio il superamento di prove attitudinali (test di mancanza di aggressività e custodia nei confronti degli animali domestici, ecc., ecc.); per i soggetti che superano i “test”, oltre che essere contraddistinti da una punzonatura attestante il superamento delle prove, sarà indispensabile la “mappa genetica”.

i)        In ottemperanza alle direttive e alle normative Comunitarie, della Regione Abruzzo, e ministeriali, promuovere qualsivoglia concorso o manifestazione (esposizione, prove, simposi, mostre museologiche, ecc., ecc.). I concorsi (raduni) riservati a un solo “Libro Genealogico” o a livello regionale- circoscrizionale per zone d’allevamento e masserie armentizie, corrispondendo, quindi:

I) Concorsi (raduni o esposizioni) riservati agli iscrittial “Libro Genealogico” (Libro d’Origine), al fine del miglioramento della razza.

II) Concorsi Regionali, ai fini di una selezione che riporti il “Mastino Abruzzese” ai livelli dei secoli passati (1800, 1700, ecc., ecc.).

III) Manifestazioni di carattere storico-tradizionale e simposi per favorire la conoscenza e un recupero di memoria per le popolazioni locali, e la giusta valorizzazione della razza. Organizzazione, quindi, di raduni riservati alla razza “Mastino Abruzzese”, ospitando anche cani Corsi, cavalli Murgesi, cavalli Lipizzani con capostipiti Napoletani, la Real razza di Persano, pecora di razza Gentile di Puglia, produttrice di lana pregiata, e altri animali appartenenti al mondo delle masserie transumanti. Il tutto per un recupero culturale, possibilmente nell’ambito delle tradizionali: rassegna ovina di Campo Imperatore, Fiere dell’Agricoltura, festività di S. Angelo, Perdonanza Celestiniana, ecc., ecc.

l)        Messa sotto tutela da parte della CEE della razza “Mastino Abruzzese” come bene culturale e come razza minacciata d’inquinamento.

m)    Farsi carico di interventi presso le autorità competenti e della Regione Abruzzo, per l’istituzione di un centro regionale di incremento della razza predetta con promozione di banca dati (videocassette, ecc., ecc.), banca del seme, mappatura genetica, servizi veterinari e biologici.

n)      Ottenere dagli organi competenti aiuti sostanziali, quali contributi, per l’acquisto di nuovi riproduttori e fattrici di accertata origine Abruzzese, per quegli allevatori che decideranno di mettere a riposo i propri soggetti per avanzata età, per perdita dovuta a cause naturali o accidentali o per causa di consanguineità, ecc., ecc.

  • o)      Creazione di un “Foglio Informatico” periodico, in modo che si crei un filo conduttore, al fine di rendere la nostra associazione più unita e quindi più rappresentativa sia in Italia che all’estero.

p)      Creazione di un’apposita “Commissione di studio” che sviluppi e regoli i punti: a), b), c), d), e), f), g), h).

q)      Esercitare tutte quelle funzioni che gli sono demandate dallo Statuto, dai regolamenti interni, o che fossero attribuite da leggi e direttive emanate dalle competenti autorità (CEE, Regione Abruzzo, ecc., ecc.). Il tutto al fine di una sempre migliore tutela di quella che da millenni è stata e continua a essere la migliore razza “Mastina” al mondo. Essa rispecchia, senza corruzioni, la collettività umana e l’ambiente sociale e naturale in cui, da millenni, viene allevata. Per il rispetto che dobbiamo verso quelli che hanno selezionato e allevato il nostro Mastino Abruzzese condividendone, sino ai giorni nostri, le fatiche e i rischi e, quindi, per il rispetto delle nostre radici culturali, deve rappresentare per noi tutti un impegno morale salvaguardare questo miracolo biologico (sorta di reperto archeologo vivente) dai manipolatori, millantatori e spacciatore di falsi che si arrogano competenze che non hanno, per il solo fine di lucrare.

Art. 4

L’iscrizione all’associazione  è aperta a  chiunque ne faccia richiesta mediante l’invio di domanda scritta rivolta al Consiglio Direttivo. Tale domandavale come accettazione del presente statuto e dei regolamenti sociali. Sull’ammissione il Consiglio Direttivo decide entro 40 giorni dalla presentazione della domanda, Contro la decisione che respinge la domanda è ammesso il ricorso dell’interessato al Collegio dei probiviri entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento. All’accoglimento della domanda il socio è tenuto a versare l’importo stabilito per la quota sociale.

Art. 5

Gli Enti, le Associazioni e la Società regolarmente costituite potranno essere ammesse come soci annuali sostenitori. La tessera sociale sarà intestata impersonalmente all’Ente, Associazione o Società ammessa, la quale si intenderà rappresentata dal suo rispettivo rappresentante legale o da persona da esso espressamente delegata.

Art. 6

I Soci possono essere: Ordinari, Sostenitori, Onorari e Vitalizi.

Sono Soci Ordinari: tutti coloro che, fatta la domanda di ammissione ed ammessi a far parte dell’Associazione, ne accettano la Statuto e i regolamenti e sono in regola con i pagamenti sociali.

Sono Soci Sostenitori: tutti colore che, avendo rispettato le norme del comma precedente, versino una quota annuale non inferiore a tre volte quella dei Soci Ordinari.

Sono Soci Onorari: tutti quelli che siano dichiarati tali dal Consiglio Direttivo in considerazione dell’opera prestata nell’interesse dell’Associazione.

Sono Soci Vitalizi: tutti colore che, fatta la domanda di ammissione e ammessi a far parte dell’Associazione ne accettano la Statuto e i regolamenti e versino la somma di £ “una tantum”.

Hanno diritto di partecipare all’assemblea con diritto di voto i Soci Onorari, i Soci Sostenitori e i Soci Vitalizi che abbiano superato la minore età e non risultino inadempienti agli obblighi sociali (Art. 5 II L.R. 21.5.75, n. 47).

Art. 7

La qualità di socio si perde:

a)      Per dimissione, presentate per iscritto entro il 31 dicembre dell’anno decorso.

b)      Per radiazione, deliberata dal Consiglio Direttivo allorché il socio abbia mancato all’onore e ai doveri sociali.

c)      Per morosità nel  pagamento della quota sociale o di qualsiasi somma dovuta. (La radiazione per morosità deve essere pronunciata dal Consiglio Direttivo dopo la messa in mora del Socio inadempiente, mediante raccomandata con avviso di ricevimento spedita non oltre il terzo mese del nuovo esercizio finanziario, con la quale si  concede il termine di giorni 15 per eliminare l’inadempienza). Contro la decisione di radiazione il Socio può ricorrere al Collegio dei probiviri, entro 30 giorni dalla relativa comunicazione.

 

ORGANI  DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 8

   Organi del  C.I.M.A.  sono: 

a)      L’assemblea dei Soci;

b)      Il Consiglio Direttivo;

c)      Il Presidente;

d)     Il Collegio dei revisori dei  conti;

e)      Il Collegio dei probiviri.

 

ASSEMBLEA DEI SOCI

Art. 9

L’assemblea è costituita da tutti i Soci maggiori degli anni 18, ciascuno dei quali dispone di un voto.

Art. 10

L’assemblea è convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo per determinazione propria, o previa deliberazione del Consiglio Direttivo, ovvero quando ne faccia richiesta un terzo degli iscritti risultanti dal libro dei soci aventi diritto al voto.

L’assemblea si riunisce nella sede dell’associazione o in un altro luogo indicato nell’avviso di convocazione. La convocazione è fatta a mezzo di lettera con avviso di ricevimento, contenente l’ordine del giorno, la data, l’ora ed il luogo della riunione da spedirsi non meno di 3 giorni prima dell’adunanza. Nell’avviso di convocazione dell’assemblea può essere fissato il giorno e l’ora della seconda convocazione, che dovrà effettuarsi non meno di un’ora dopo di quella fissata per la prima.

Art. 11

L’assemblea ha tutti i poteri per consentire gli scopi sociali ed in particolare: approva il bilancio preventivo e consuntivo; elegge i componenti del Consiglio Direttivo; i Revisori dei conti ed i probiviri; delibera sugli oggetti attinenti alla gestione sociale riservata alla sua competenza, dei quali, prima della convocazione dell’assemblea sia richiesta l’iscrizione all’ordine del giorno da parte del Consiglio Direttivo o da almeno da un decimo dei soci. L’assemblea viene convocata almeno due volte l’anno entro il mese di dicembre per l’approvazione del bilancio di previsione ed entro il mese di aprile per l’approvazione del conto consuntivo.

Art. 12

L’assemblea delibera sullo scioglimento anticipato dell’associazione o sulle modifiche dello statuto sociale. L’assemblea delibera con la maggioranza dei 2/3 sulle modifiche dello statuto sociale e con la maggioranza dei 4/5 sullo scioglimento anticipato dell’associazione.

 

COSTITUZIONE E DELIBERAZIONE DELLE ASSEMBLEE

Art. 13

L’assemblea è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti ed in seconda convocazione qualunque sia il numero dei componenti, comunque non inferiore a 15 unità. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei soci presenti aventi diritto al voto.

Art. 14

Se i soci intervenuti non raggiungono complessivamente il numero stabilito nell’Art. precedente, l’assemblea deve essere nuovamente convocata.

Art. 15

L’assemblea dei soci è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo, il quale designa un socio ad esercitare le funzioni di Segretario. Le funzioni di Segretario verbalizzante debbono essere obbligatoriamente svolte dal notaio per la costituzione o scioglimento dell’associazione e per la modifica dello statuto.

Art. 16

Le deliberazioni dell’assemblea debbono constare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. Nel verbale debbono essere riassunte, su richiesta dei soci, le loro dichiarazioni.

 Art. 17

Il socio, che per qualsiasi motivo non possa intervenire personalmente all’assemblea, può farsi rappresentare da un altro socio mediante delega scritta, della quale deve farsi menzionare nel processo verbale. Ciascun socio non può rappresentare più di un altro socio. I componenti del Consiglio Direttivo, il Collegio dei revisori e dei probiviri non possono rappresentare altri soci.

 

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

         Art. 18

Il Consiglio Direttivo è composto da ____________ membri (da 5 a 11 membri secondo quanto stabilito dell’assemblea), eletti ai 2/3 dei membri del consiglio con votazione segreta. Per differenza i restanti membri del consiglio, tranne il Presidente della Regione o l’Assessore all’Agricoltura, Foreste e Alimentazione, saranno dichiarati eletti secondo la maggioranza relativa ottenuta nella votazione e a parità di voti è eletto il più’ anziano di età.

I Consiglieri durano in carica due anni e sono rieleggibili. La carica è gratuita, Nella loro prima riunione essi eleggono il Presidente e il Vice-Presidente (uno o due) a scrutino segreto.

Il Presidente pro-tempore della Regione o suo delegato, o l’Assessore all’Agricoltura, Foreste e Alimentazione è membro di diritto del Consiglio Direttivo ed ha voto deliberato.

Art. 19

Il Consiglio Direttivo è l’organo di esecuzione dell’assemblea ed orienta, in armonia con esse, l’attività dell’associazione. Esso può deliberare su tutte le materie non riservate specificatamente alla competenza dell’assemblea medesima. In particolare:

-          Predispone il regolamento interno riguardante lo svolgimento dei servizi dell’associazione da sottoporre all’approvazione dei soci.

-          Delibera circa l’indirizzo, lo svolgimento e l’estensione dell’attività dell’associazione nei limiti del presente statuto e delle deliberazioni dell’assemblea dei soci, con particolare riferimento ai problemi di interesse cinotecnici e in armonia con quelli etologici.

-          Delibera sulle assunzioni, sullo stato giuridico, il trattamento economico e di quiescenza nonché sul licenziamento del personale dipendente del C.I.M.A.

-          Formula le proposte operative da sottoporre all’esame dell’assemblea dei soci.

-          Predispone i bilanci preventivi e consuntivi da sottoporre per l’approvazione all’assemblea dei soci.

 

CONVOCAZIONE, COSTITUZIONE E DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Art. 20

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente o dal vice- Presidente tutte le volte che lo riterrà opportuno o ne sia fatta richiesta da almeno tre dei suoi componenti. La convocazione è fatta a mezzo di lettera con avviso di ricevimento, contenente l’ordine del giorno, la data, l’ora ed il luogo della riunione, da spedirsi non meno di tre giorni prima dell’adunanza ed, in caso di urgenza, anche a mezzo di telegramma, in modo che i consiglieri e i revisori ne siano informati almeno un giorno prima della riunione. Nell’avviso di riunione di convocazione del direttivo può essere fissato il giorno e l’ora della seconda convocazione, che dovrà effettuarsi non meno di un’ora dopo di quella fissata per la prima.

Art. 21

Il consiglio direttivo è regolarmente costituito in prima convocazione con la presenza della metà più uno dei suoi componenti ed in seconda convocazione di almeno i 2/3 dei suoi membri.

Art. 22

Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei presenti; a parità di voti prevale il voto del Presidente.

 

DECADENZA DEL CONSIGLIERE

Art. 23

Il consigliere che non intervenga durante un esercizio sociale a tre adunanze consecutive del consiglio, senza motivo, deve essere dichiarato decaduto dalla carica con deliberazione del consiglio stesso. L’assemblea provvede alla sostituzione nella prima riunione successiva alla dichiarazione di  decadenza.

 

IL PRESIDENTE

Art. 24

Il Presidente del consiglio direttivo ha la rappresentanza sociale. Egli è autorizzato a riscuotere da Pubbliche Amministrazioni, da Banche, privati somme, qualunque ne sia l’ammontare e le cause, rilasciandone quietanza liberatoria. Ha anche la facoltà di stare in giudizio nelle liti attive e passive; di nominare avvocati e procuratori a qualsiasi autorità giudiziaria, su conforme deliberazione del Consiglio Direttivo. Può anche effettuare compromessi e transazioni. Nell’assenza o inadempimento del Presidente tutte le mansioni di lui spettano al Vice-Presidente (nel caso di due vice-Presidenti si tiene conto delle deliberazioni del Consiglio Direttivo). Il Presidente per esigenze di servizio può conferire deleghe per speciali materie e funzioni a un componente del Consiglio Direttivo.

 

IL SEGRETARIO

Art. 25

Il Segretario viene nominato e revocato dal Presidente, sentito il Consiglio Direttivo, anche fra soci. Se non è membro del Consiglio Direttivo non ha diritto al voto. Può essergli conferita dal consiglio stesso una indennità annuale.

Art. 26

Il Segretario è dovuto alla osservazione delle formalità richieste dai regolamenti del Consiglio Direttivo, conserva l’archivio, gestire la corrispondenza, tiene il registro dei soci, cura il regolare andamento amministrativo dell’associazione per quanto riguarda le entrate e le spese cui provvede per mandato del Presidente, raccoglie elementi per la formulazione dei bilanci che saranno a sua cura compilati. Svolge il servizio di economato per le piccole spende di cui rende conto direttamente al Consiglio Direttivo.

 

AMMINISTRAZIONE

Art. 27

Le quote annuali dei soci, contributi della Regione o di altri Enti pubblici o privati, le rendite patrimoniali, i beni testamentari, i lasciti e le donazioni derivanti dal C.I.M.A. costituiscono le entrate disponibili per provvedere al conseguimento degli scopi fissati dall’Art. 3 in basi ai bilanci preventivi annuali. I fondi occorrenti per l’ordinaria gestione devono essere depositati in conto corrente, presso istituti bancari o postali, scelti dal Consiglio Direttivo. Tali conti sono intestati al nome dell’associazione, Questa associazione provvederà a disciplinare, secondo unitarie direttive regionali, il servizio di cassa. I documenti necessari per i prelevamenti devono essere firmati dal Presidente e dal Segretario.

Art. 28

L’esercizio finanziario dell’associazione A.I.M.A. inizia con il 1° gennaio e termina con il 31 dicembre. Per la gestione sociale deve essere compilato un apposito bilancio annuale di previsione. Ogni spesa deve essere contenuta nei limiti delle somme stanziate nel bilancio preventivo. Il bilancio farà riferimento alla classificazione della materia operata con la legge 1.3.1964, n.° 62. Per le spese impreviste deve essere  stanziato un apposito fondo di riserva a disposizione del Consiglio Direttivo che non deve superare il 5% dell’intera disponibilità finanziaria dell’associazione; delle utilizzazioni del fondo deve essere informata

l’assemblea nella successiva riunione. Il bilancio preventivo con il piano delle attività programmate, da compilarsi entro il mese di novembre deve essere inviato, per conoscenza, alla Regione Abruzzo II Dipartimento Settore Agricoltura Foreste e Alimentazione sito in Pescara, entro un mese dalla sua approvazione per il tramite dell’E.P.T. competente per territorio.

Art. 29

Il bilancio consuntivo dell’esercizio chiuso al 31/12 di ciascun anno, unitamente alla relazione del Consiglio Direttivo ed a quella dei revisori dei conti, deve essere depositato presso la segreteria del C.I.M.A. a disposizione dei soci aventi diritto al voto non meno di dieci giorni prima di quello fissato per la riunione dell’assemblea nella quale i soci chiamati a deliberare sul bilancio stesso. Entro un mese dall’approvazione del bilancio consuntivo lo stesso deve essere trasmesso per conoscenza alla Regione per il tramite dell’E.P.T. competente per territorio.

Art. 30

Gli organi regionali, limitatamente ai contributi assegnati al C.I.M.A. di __________ iscritta all’albo regionale, possono predisporre specifici controlli sulla effettiva destinazione dei fondi erogati dalla Regione e dagli Enti da questa vigilati per incentivare particolari iniziative o volti a realizzare attività di collaborazione tra più C.I.M.A. facenti parte dello stesso comprensorio.

Art. 31

Gli organismi regionali possono in qualunque momento predisporre indagini per verificare la persistenza dei requisiti richiesti per l’iscrizione all’albo regionale delle C.I.M.A. o per accertare l’incapacità dell’associazione ad assolvere i compiti di istituto e ciò al fine di deliberarne la cancellazione dall’albo regionale.

 

 

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Art. 32

Il collegio dei revisori dei conti si compone di tre membri effettivi, di cui il Presidente eletto dall’assemblea e di due supplenti nominati dall’assemblea tra i soci; essi durano in carica due anni e sono rieleggibili. La carica di revisore dei conti è gratuita. Il collegio dei revisori dei conti controlla l’amministrazione dell’associazione e accerta la regolare tenuta della contabilità sociale e la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture a norma di legge. Il collegio deve altresì accertare ogni semestre la consistenza di cassa e l’esistenza dei valori e dei titoli di proprietà sociale ricevuti in pegno, cauzione o custodia. I revisori possono in ogni momento procedere ad atti di ispezione, secondo le competenze di cui ai commi precedenti. Il collegio dei revisori dei conti può chiedere notizie sull’andamento delle operazioni sociali e su determinati affari. Degli accertamenti eseguiti deve farsi constare nell’apposito libro. I revisori possono partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo con voto consultivo.

 

COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Art. 33

Ai sensi del presente articolo i soci sono obbligati a rimettere alle decisioni del Collegio dei Probiviri la risoluzione delle controversie insorte fra di loro e su tutte le altre che possono formare oggetto di compromesso relative all’interpretazione delle disposizioni contenute nel presente statuto e derivanti da deliberazioni dell’assemblea e del Consiglio Direttivo. Per ogni singola controversia si procederà, con la partecipazione del collegio e delle parti, alla redazione di un apposito atto per precisare l’oggetto delle controversie, in termine per la pronuncia del lodo da parte del collegio e le norme e i termini da questo dettati per lo svolgimento del giudizio arbitrale.

Art. 34

Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri,  nominati dall’assemblea fra persone preferibilmente estranee all’associazione. Il Presidente viene eletto tra i tre membri suddetti nella prima riunione. I tre probiviri durano in carica due anni a partire dalla data di nomina e possono essere, nei modi innanzi indicati, confermati nell’incarico. Essi deliberano secondo equità, previo tentativo di conciliazione, regolando lo svolgimento dei giudizi nel modo che riterranno più opportuno, assegnando alle parti i termini per la presentazione dei documenti e memorie difensive e per esporre le loro repliche.

 Le decisioni del Collegio dei Probiviri sono definitive.

 

SCIOGLIMENTO

Art. 35

L’assemblea dei soci con deliberazione approvata nei modi di cui all’Art. 12 delibera lo scioglimento del C.I.M.A. destinando i beni dell’associazione all’assessorato Agricoltura Foreste e Alimentazione della Regione.

 

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 36

Per tutto quanto non contemplato nel presente statuto si fa richiamo alle norme di legge in materia di associazione non riconosciute contenute nel codice civile, libro I, titolo II, cap. III.

 

 

 

 

CIRCOLO DEL PASTORE MAREMMANO-ABRUZZESE DELEGAZIONE ABRUZZO MOLISE

Delegazione Abruzzo-Molise

Via Fontamara 6 OCRE (AQ)

telefono 0329/6121402

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CIRCOLO DEL PASTORE MAREMMANO-ABRUZZESE

DELEGAZIONE ABRUZZO MOLISE

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foto: Tizzone di Raniero Scimia

LA DELEGAZIONE ABRUZZO-MOLISE COSTITUISCE UN PUNTO DI COORDINAMENTO PER LA SELEZIONE E L'AFFIDAMENTO DI PASTORI MAREMMANO-ABRUZZESI CHE VENGONO MESSI A DISPOSIZIONE ,PREVIO SEMPLICE RIMBORSO SPESE, DEGLI ALLEVATORI OVINI O DI ALTRO BESTIAME PASCOLANTE ALLO STATO BRADO. E' IN CORSO UN'OPERA DI SELEZIONE MORFO-FUNZIONALE IN COLLABORAZIONE CON GLI ALLEVATORI DELL'ENTROTERRA ABRUZZESE NONCHE' DEL CENTRO SPERIMENTALE DI OVINICOLTURA DEL CORPO FORESTALE, SITO IN CASTEL DEL MONTE (AQ) CHE CI CONSENTE DI ALLEVARE CANI MORFOLOGICAMENTE CORRETTI E CARATTERIALMENTE EQUILIBRATI. SI TENDE IN PARTICOLARE A SELEZIONARE SOGGETTI CHE OLTRE AD AVERE UN FORTE ATTACCAMENTO PER GLI OVINI SIANO ANCHE LEGATI AI PROPRIETARI E QUINDI FACILMENTE GESTIBILI. L'AGGRESSIVITA' DI QUESTO CANE DEVE INFATTI MANIFESTARSI NEI CONFRONTI DI MAMMIFERI DI GROSSA TAGLIA CHE POTREBBERO COSTITUIRE UN PERICOLO PER I BENI DA LORO CUSTODITI. OVVIAMENTE SONO TOLLERATE LOTTE GERARCHICHE ALL'INTERNO DEL BRANCO ED ATTEGGIAMENTI DIFENSIVI VERSO QUALSIASI PREDATORE (ANCHE BIPEDE) CHE SI AVVICINI NELLE ORE NOTTURNE.

cane allo stazzo nella montagna di Bagno (AQ)

IL CANE DA PASTORE MAREMMANO-ABRUZZESE VERO:

-NON E' UN GIOCATTOLO MA UN FEDELE COMPAGNO,

-NON NECESSITA DELL'ASSIDUA PRESENZA DEL PROPRIETARIO MA DI UNO SPAZIO SUFFICIENTEMENTE AMPIO,

-NON HA BISOGNO DI CIBI SOFISTICATI MA DI ARIA APERTA,

-E' UN CANE ROBUSTO E POCO SOGGETTO A PATOLOGIE, MA E' ANCHE POCO "ADDESTRABILE" ED HA UN CARATTERE FORTE ED AUTOREVOLE.

QUALCUNO LO DESCRIVE COSI':

Questo cane e' come una forza della natura, come la montagna, il mare come quelle cose piu' grandi di noi che non vanno sfidate ma trattate con il dovuto rispetto. Solo proponendosi verso questo animale con la stessa ammirazione e con la stessa diligenza con la quale si affronta una scalata in montagna o una immersione nei mari, solo cosi' si puo' capire la vera bellezza di questo cane e consentire che nasca un amore indissolubile.

cuccioli di uomo con cane! :-)

PER RICHIESTE DI CUCCIOLI DA ADIBIRE AL LAVORO O ALLA GUARDIA O PER OGNI ALTRA INFORMAZIONE, CONTATTATE LA DELEGAZIONE RIVOLGENDOVI A:

 

FREDDY BARBAROSSA-0329/6121402 - 0328/6554596 BRUNO IANNELLA 0862/441603 - 0349-1025414

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foto: i cani del Centro Sperimentale S. Marco (AQ)

 

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