Bozza di progetto di legge regionale per la tutela e la valorizzazione del mastino abruzzese

Relazione.

 

Signor  presidente, colleghi! Il progetto di legge regionale in discussione tende a tutelare adeguatamente ed a valorizzare quel bel miracolo biologico e culturale che è la razza canina denominata mastino abruzzese (nome tecnico di funzione e colore; cane lupo degli Abruzzi: nome scientifico d'origine) in quanto tipologia genetica autoctona abruzzese, da tempo immemorabile adibito alla custodia ed alla protezione delle masserie, del bestiame domestico, in particolar modo quello ovino.

Era mastino secoli orsono, la “… spezie di cane che tengono i pecorai a guardia del loro bestiame” (secondo il vocabolario degli accademici della crusca, nell'edizione del mille 612) è, più di recente, il ”… cane dei pastori a guardia del gregge”  (secondo il vocabolario della lingua italiana a cura di Nicola  Zingarelli, nell'edizione del 1952).

Dunque, il cane in oggetto é “mastino” per definizione funzionale giacché, in virtù delle proprie particolari qualità morfologiche e psicologiche, aiuta l'uomo razionalmente nella sorveglianza e nella difesa del gregge, a differenza dell'istintivo cane “pastore”, o “toccatore”, o “paratore” di taglia più piccola, di recente selezione e con attitudine solo ausiliaria nella conduzione del gregge.

Tale mastino è “abruzzese” perché originario dei territori montuosi oggi corrispondenti all'Appennino abruzzese, abitati, in epoca preistorica e pre-romana, da popolazioni che si identificheranno in italiche, dedite alla pastorizia transumante fin verso le ampie pianure della Daunia (oggi corrispondenti al tavoliere delle Puglie). 

Nel periodo tardo antico, e quindi con la caduta dell'Impero Romano si ebbe una breve pausa; si riprese nell'alto medioevo con l'avvento dei Longobardi e i monasteri benedettini; nel basso medioevo con i Normanni e i loro successori si ebbe un’ulteriore regolamentazione ed incremento delle greggi transumanti.Ma dalla istituzione, nella seconda metà del secolo XV, da parte del re di Napoli Alfonso I d'Aragona, della “Dohana della mena delle pecore in Puglia”che ricalcava Lex romane migliorando le precedenti e meno organiche normative in materia, alla prima metà del secolo XIX. Il mastino abruzzese, frutto di una ancestrale selezione naturale  riconfermò tutta la propria affidabilità come guardiano nel rifiorire di una organizzatissima attività armentaria nel regno di Napoli, e in quella vasta area geografica comprendente gli Abruzzi e le Puglie definibile come “la grande regione dei tratturi”. Dalla seconda metà del 1800 fino ai giorni nostri, con un lento, inesorabile venire meno della transumanza a piedi, la pastorizia in Abruzzo, descritta da Ettore D'Orazio, alla fine del XIX secolo, con accenti di nostalgico lirismo, è andata riducendosi ad attività economica di trascurabile rilevanza nel contesto zootecnico nazionale. Di essa permane, purtuttavia, ormai raro e prezioso retaggio vivente della civiltà pastorale neolitica-italico-romana, il biotipo canino che con il presente progetto di legge si intende tutelare e valorizzare reinserendone l'utilizzo nella prospettiva di un più equilibrato sviluppo socio economico della nostra regione. Quanto agli articoli di questo provvedimento, i primi tre di essi ne espongono gli scopi, con specifico riferimento alle misure di incentivazione dell'impiego del mastino abruzzese in zootecnia, attraverso l'erogazione di contributi in denaro e agli ovinocoltori proprietari di soggetti canini dichiarati idonei dalla commissione tecnica del C.I.M.A. L'articolo 4 stabilisce i criteri per il riconoscimento ufficiale dei soggetti valutati dalla suddetta commissione come appartenenti alla razza del mastino abruzzese, sulla base delle caratteristiche morfologiche e funzionali di cui alla tabella A, allegata al testo in discussione. Stabilisce altresì la composizione della commissione medesima, che riflette la volontà di pervenire ad un livello qualitativo sempre più elevato nella selezione del mastino abruzzese, nell'assoluto rispetto dei caratteri bio-morfologici ed etologici  che di tale razza costituiscono l'espressione genetica ed addestrativa. L'articolo 5, infine, fissa le modalità di reperimento delle risorse necessarie per finanziare il provvedimento in esame.

MastinoAbruzzese.it ©2013 - Login - Administrator